EMILY DICKINSON

EMILY DICKINSON

[img src=/data/rubriche/p9yvsqxue9fr6a2ky78n1179061515.jpg alt=Immagine align=sx>BIOGRAFIA
Nata il 10 dicembre 1830 ad Amherst (Massachusetts) Emily Elizabeth Dickinson, secondogenita di Edward Dickinson, stimato avvocato, e di Emily Norcross, donna dalla personalità fragile, ricevette dalla famiglia un'educazione piuttosto libera e completa per la sua epoca.
Manifesta un carattere contraddittorio e complesso, venato da una fierezza irriducibile. Per motivi tuttora non chiari a soli ventitrè anni decide di scegliere una vita di solitudine. Sui perché di questa sua lunga e ostinata segregazione gli studiosi non hanno saputo dare delle risposte all'unanimità, però hanno affermato che non è dovuta a delusioni d'amore o a invalidità fisico-mentali.
Il 1860 è l'anno del furore poetico e sentimentale. Compone qualcosa come circa quattrocento liriche ed avvia una corrispondenza con il colonnello-scrittore Thomas W. Higginson, a cui si affida per un giudizio letterario. Lo scrittore rimase al quanto sconvolto benevolmente dalle composizioni di Emily, ma comunque non credeva fossero pubblicabili. D'altronde lei non intese mai dare alle stampe i propri versi.
A partire dal 1874 inizia un periodo durissimo. Vede, infatti, scomparire nel giro di pochi anni prima il padre, poi l'amato Bowles (nello stesso periodo in cui la madre aveva fra l'altro sviluppato una grave malattia). Fortunatamente sembra che verso la fine del 1879 (l'anno prima era appunto morto Bowles), Emily si riprenda grazie ad un nuovo amore, quello per Otis Lord, un anziano giudice, vedovo, amico del padre, anche se molte perplessità rimangono sulla loro misteriosa relazione, frutto più di ricostruzioni e congetture.
Nel 1885 si ammala, e il 15 maggio 1886 muore di nefrite nella casa di Amherst dove è nata. La sorella Vinnie scopre i versi nascosti e incarica Mabel Todd di provvedere alla loro pubblicazione, che sarà sempre parziale fino all'edizione critica completa (1955) curata da Thomas H. Johnson, comprendente 1775 poesie.
Una rivelazione editoriale che, grazie all'enorme potenza sensitiva, mentale e metafisica della poesia di Emily Dickinson, ha dato il via ad un vero e proprio fenomeno di culto.
[testo nero>Sola non posso stare,
Perché mi vengono a far visita,
Ospiti al di là della memoria,
Ospiti che ignorano la chiave di casa.
Non usano abiti o nomi,
calendari, o climi.
Ma abitano case comuni,
come fanno gli gnomi.
A volte corrieri interiori
ne annunciano l'arrivo.
Ma mai la partenza
Perché non se ne vanno mai più.[/testo>
PENSIERO POETICO
Emily Dickinson nelle sue poesie non tratta solo temi legati ai sentimenti, ma sicuramente inveisce su sensazioni unite alla vita. L'esistenza sempre colma di interrogativi, a volte tristi, a volte quasi come curiosità rivolte a ciò che l'uomo non può conoscere. L'uomo conosce la vita pre morte ed Emily vede la vita post morte, la sua liberazione. Vive con un'anima sensibile intrappolata nella vita terrena, riesce a guardare oltre senza aver paura, riesce ad osservare tutto ciò che agli occhi di un uomo può ormai non risultare più rilevante.
Lei osserva, ascolta, medita e cerca di comunicare ciò che riesce a captare con la sua profondità, per portarci ad amare la vita pre morte. Il suo lirismo teologico unisce il mistero che pervade gli alterni avvenimenti della vita, dall'ape alla genziana, dagli astri alla terra: unico è l'avventuroso viaggio nella vita, delle cose e delle persone, nell'orizzonte della morte e dell'eterno.
Quasi un voler raggiungere un'unione assoluta di pensiero e di senso, quasi un voler rappresentare come unico viaggio la vita (tristezza) e la morte (libertà).
Una poesia evocativa, la sua, che professa il grande amore per i vivi e per i morti. Lei sente di ricevere come un dono soprannaturale: le sue capacità d'osservazione e di trasmissione per iscritto delle sensazioni, non a portata di tutti.
[testo nero>Un ragno cuciva la notte,
Senza luce,
Su un arco di bianco.
Se fosse gorgiera di dama,
O sudario di gnomo,
Solo a se stesso diceva.
La sua strategia
Era la fisionomia
Dell'immortalità.[/testo>
COMMENTO
Nell'avvicinarmi a questa poesia ho trovato un po' di me stessa. Posso permettermi di darvi un piccolo consiglio quasi curativo per quei periodi di riflessione generale sulla vita: leggete a letto una sola poesia di questa autrice e addormentatevi nella riflessione sulle sue parole, solo nel silenzio della notte si può riscoprire ciò che Emily Dickinson voleva comunicare, ciò che scriveva nelle sue notti ispirate.
Angela Natilla
Fonte:

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