Nightguide intervista Santino Cardamone
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16/02/2018 | valentina-ceccatelli
- 1995
Santino Cardamone, il cantautore calabrese che è apparso a X Factor nel 2015, colpendo ion particolare modo Elio, torna col suo secondo disco dopo Uomini Ribelli: Mondocervello, uscito per Manita dischi, appare più maturo e consapevole, sia da un punto di vista tecnico che di contenuti; all'allegria del folk si accompagna un linguaggio nuovo, più malinconico e serio. Ne abbiamo parlato con lui.
Il tuo nuovo disco si chiama Mondocervello, puoi raccontarci qualcosa in proposito?
Questo disco è il mio primo vero lavoro discografico quelli precedenti sono stati tutti autoprodotti. In questo album poi ci sono quasi tutte le canzoni che ho scritto in 2 anni dopo la mia partecipazione a X factor. È stato registrato nel bunker studio di Andrea Rovacchi e sono molto contento del lavoro finale perché era esattamente quello che volevo, un disco sincero.
Nel 2015 sei stato a X Factor: secondo te i talent possono davvero aiutare i giovani artisti o si rischia di finire in un tritacarne televisivo? E cosa ti ha spinto a decidere di partecipare?
Certo, è una vetrina pazzesca, bisogna giocarsela bene, non bastano 15 minuti di televisione a renderti popolare perché una volta spenti i riflettori si rischia davvero di finire nel dimenticatoio. Il talent è ottimo e da grandi possibilità a chi anche dopo l'esperienza televisiva si mette seriamente a lavorare.
Uomini ribelli è uscito circa due anni fa: ci sono differenze compositore o, più in generale, di genere musicale fra i due dischi?
Uomini ribelli è molto più folk di Mondocervello, sono legato ad entrambi solo che nel secondo abbiamo un Santino Cardamone più maturo.
Mondocervello è definito come un concept album, ci puoi dire cosa lega le canzoni?
Ogni canzone ha un tema diverso ma il filo conduttore che le accomuna è la sincerità.
Quanto è stato difficile inserire in un disco temi cone l'anoressia, il femminicidio, l'hiv o la leucemia? Credi che la musica e gli artisti abbiano il dovere di parlare di queste cose?
Io credo che ognuno può dire quel che vuole ma si deve anche avere la voce per farsi sentire per non rischiare di dire le solite cose...perché non parlare/cantare dei problemi che tormentano gli uomini? Va bene l'allegria, va bene l'amore, va bene l'inno alla vita, la felicità ecc. ma cantare tematiche un po più serie non guasta.
Hai un tour in vista?
Sì iniziamo da Bologna il 25 gennaio, il 27 Perugia, il 3 febbraio Padova e il 9 febbraio Milano.
Cosa consigli a chi inizia a fare musica adesso?
Il consiglio che do' a chi vuole iniziare a fare questo mestiere è: suonare, suonare e suonare e di avere due palle grosse quanto una Grancassa di Tullio de Piscopo.
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