Intervista a Marco Lugli autore de: “LA MADRE - La terza indagine del commissario Gelsomino”

Intervista a Marco Lugli autore de: “LA MADRE - La terza indagine del commissario Gelsomino”

Marco Lugli è uno scrittore e fotografo emiliano che da alcuni anni vive in Salento. “La Madre” (2020) è il terzo romanzo giallo della serie dedicata al commissario Luigi Gelsomino, dopo “Nel Tuo Sangue” (2015), “Ego Me Absolvo” (2017). Ha pubblicato anche “L'Uomo Tatuato” (2006), “L'Ultimo Tatuaggio” (2012) e “Le Comete” (2019). Da pochi giorni è uscito il quarto romanzo della serie di Gelsomino, intitolata “Le Sepolture “ (2021).
 
 
Chi è Marco Lugli oltre la scrittura?
Sono sempre stato e sono tutt'ora un piccolo imprenditore emiliano che si è impegnato negli anni in settori molto diversi: dall'informatica alla ristorazione mantenendo sempre uno sfogo creativo nel mondo dell'arte. Quando la voglia di narrare è diventata preponderante, mi sono spostato in Salento dove al momento gestisco una struttura ricettiva. La scelta di lavorare nel turismo riflette la necessità di avere almeno otto mesi l'anno da dedicare alla scrittura.
 
Come è nata la sua serie di gialli e in particolare di cosa parla il suo terzo romanzo?
L'idea per il primo giallo “Nel Tuo Sangue” mi venne il giorno in cui in rete fu visibile il filmato della decapitazione del giornalista James Foley da parte dell'Isis. L'idea si è poi sviluppata quando ho visto i video successivi, la loro macabra perfezione scenica e di sceneggiatura. Nel rimanere sbigottito davanti a quelle immagini non ho potuto fare a meno di osservare che quei pazzi si erano inventati un modo nuovo di veicolare il terrore. Un modo che si radica negli incubi delle persone e perfetto per fare proseliti. Ho riadattato il tutto supponendo che un gruppo di liceali appassionati di letteratura decidesse di inventare un linguaggio poetico nuovo, adatto a trasmettere la paura, e ispirasse così le azioni di qualche mente malata. Il romanzo “La Madre”, invece, affronta le questioni riguardanti l'essere genitori. Le pulsioni sane o morbose che spingono ad esserlo e quelle che spingono a non esserlo. Le azioni miserabili che si possono commettere mossi da quegli istinti.
 
Ci parli di questo commissario Luigi Gelsomino.
Si usa spesso e impropriamente la parola antieroe per indicare qualcuno che poi, nei fatti, si vuole dipingere come un eroe. Gelsomino non è per nulla eroe. Si tratta di una persona che della propria malinconia e fragilità e del sarcasmo che usa per celarle e combatterle, fa il suo segno distintivo. È un investigatore vecchio stampo, che ama parlare coi sospettati e leggere nei loro occhi. Va spesso dritto per la sua strada sfiorando i confini della procedura investigativa e commettendo errori, arrivando però, immancabilmente, alla soluzione dell'enigma.
 
Ci descriva gli altri personaggi.
La squadra investigativa di Gelsomino va scoperta piano piano leggendo i capitoli della serie. Per quanto riguarda i personaggi del romanzo “La Madre”, posso dire che a dispetto del titolo, le madri della vicenda sono più di una e ciascuna interpreta la propria vocazione genitoriale in modo molto diverso dalle altre. La copertina del libro, con la testa a matrioska sul corpo di donna, vuole rappresentare proprio le sfaccettature possibili del ruolo di madre.
 
Ci sarà un proseguo di questo romanzo, sarà catalogato come un giallo procedurale?
A dire la verità, il quarto capitolo della serie, intitolato “Le Sepolture” è appena uscito e racconta di un Salento abusato sopra e sotto il livello del suolo. Credo che la definizione di giallo procedurale sia la più adatta. La procedura investigativa adottata da Gelsomino non è propriamente canonica, ma questo è il bello di ogni personaggio letterario e il motivo per il quale entra nel cuore dei lettori.
 
Ci parli della terra nella quale vive adesso che tanto l'ha ispirata.
Ogni indagine della serie avviene all'interno di un contenitore ambientale molto particolare: il Salento, con le sue forti contraddizioni e la sua capacità di influenzale l'umore delle persone a seconda del vento che lo colpisce. Quando mi sono trasferito qui, quasi otto anni fa, l'impatto con un modo di vivere così diverso da quello emiliano è stato forte. Non dico di aver sposato quella filosofia di vita, perché non l'ho fatto, ma la fascinazione c'è stata e proprio la diversità delle persone e degli ambienti ai quali ero abituato è stata il carburante che ha fatto accelerare la mia produzione letteraria.
 
Cosa pensa dell'editoria italiana?
Ho abbandonato l'editoria classica dopo il secondo romanzo. I piccoli editori con cui avevo avuto a che fare coi primi due libri avevano la tendenza a non pagarmi i diritti. Ho preso le vie legali e ho deciso di fare un tentativo come indipendente. Erano ancora gli anni in cui pubblicare da indipendente, agli occhi del pubblico e della critica, voleva dire farlo in modo non professionale. Le cose stanno lentamente cambiando, per fortuna, e anche le grandi case editrici fanno scouting nel mondo indie. Sono molto felice della mia scelta e ho trovato le mie soddisfazioni accompagnate da una grande serenità.
 
 
Contatti
https://www.instagram.com/marcoluglimk/?hl=en
https://www.facebook.com/marcolugliscrittore
 
Link di vendita online
https://www.amazon.it/MADRE-Commissario-Gelsomino-Vol/

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