Nightguide intervista gli Elvenking

Nightguide intervista gli Elvenking


Gli Elvenking sono usciti il 30 Agosto con il loro nuovo disco Reader of the runes - Divination per AFM Records, il decimo disco in studio e il primo capitolo di quella che sarà una storia raccontata in tre concept album. Il mondo di Reader of the runes - Divination è fatto di magia, rune (ovviamente) e personaggi che si muovono in una storia di cui conosceremo il finale solo alla fine del viaggio: in questo primo capitolo gli Elvenking presentano i personaggi della loro storia, aprendo un vero e proprio mondo ai fan e a chi ascolterà il disco. Nati nel 1997, gli Elvenking sono riusciti a diventare una delle folk power metal band più importanti del nostro paese e una delle band più importanti del genere in Europa. Abbiamo parlato del disco con Damna, il cantante della band.





Dunque: il 16 Novembre avete suonato a Milano per presentare il vostro nuovo disco che, dla mio punto di vista è una bella bomba. So che questo album è l'inizio di una storia. Avete preso il disco, ci avete messo dentro dei personaggi e avete scritto il primo capitolo di un libro?
Si esatto: per la prima volta nella nostra carriera abbiamo voluto confrontarci con un concept album. Abbiamo iniziato a scrivere la storia e poi le idee sono diventate tante, e abbiamo diviso la storia in tre parti. I prossimi due dischi saranno la continuazione.


Fondamentalmente sapete già il finale quindi.
Si, a grandi linee si.
E quindi se qualcuno ti sta antipatico puoi spoilerarglielo tranquillamente.
Esatto (ride).


Come vi è venuta questa idea? Sono familiare col concerto di concept album, il concept album che si allunga per tre dischi non so se sia una novità assoluta ma per me è completamente nuovo.
Ti dirò, il nostro intento era solo quello di fare un concept album, quando abbiamo buttato giù tutte le idee siamo partiti con la creazione della storia iniziando a pensare come potevano andare avanti gli eventi. Alla fine c'era così tanta roba sul piatto che mettersi a raccontare tutto con poche canzoni sarebbe stato difficilissimo, abbiamo voluto evitare di stringere la narrazione al minimo e dargli un'aria più ampia, parlare meglio di ogni personaggio e di tutti gli elementi con più tranquillità. Da li l'idea del triplo album, ci saranno tre gruppi di avvenimento molto importanti nella storia.


Non ti chiedo neanche come va a finire.
Ce ne potremmo essere quasi dimenticati in realtà.
Ah, ma due appunti li avrete da qualche parte.
Si, può darsi (ride).


Perfetto. La prima runa che avete scelto per il disco e Perthro, che è una delle rune più complicate da interpretare fra tutte le rune che esistono. Come mai avete deciso di farvi del male in questo modo?
Parli dell'intro? In realtà abbiamo voluto dare una connotazione forte ad ogni pezzo, che fosse comunque legata alle rune, ma il legame con le rune non vuole essere da grandi esperti. Non volevamo andare a toccare troppo lo studio delle rune vere e proprio e la storia che hanno dietro. Abbiamo voluto creare una vera e propria storia. Perthro come intro non è lo studio della runa, quindi. Il pericolo era quello di farsi del male, proprio, o scrivere cose inesatte o interpretare male cose che hanno un mondo intero dietro. Non abbiamo voluto fare quel tipo di racconto, ma solo una storia.


Questo disco è entrato in classifica in Germania, e quello che mi chiedo, e me lo chiedo ogni volta che parlo con una band metal italiana, è: che cos'ha questo paese che lo rende refrattario al metal fatto in Italia?
Eh, chissà. Ce lo chiediamo da anni anche noi. Effettivamente non abbiamo la storia che possono avere la Germania o la Svezia, abbiamo un passato di musica diversa, in Italia si fa fatica s sviluppare questo genere. Sarà anche per mancanza di un passato, di strutture, della serietà di voler affermare questo genere: dai locali a tutto ciò che sta intorno alla musica. Mancano un po' queste basi.
Quindi è anche un discorso di mentalità, forse?
Si, nasce da li. In altri luoghi c'è una scena molto forte, e in Italia invece no.
Pensando anche ad altre band, i Lacuna Coil sono diventati famosi prima in America e poi da noi. Ed è strano.
Eh, direi di si. Purtroppo però funziona così.


Parlando di estero, voi avete suonato a Wacken. Com'è suonare a Wacken?
Suonare a Wacken è una delle cose più fighe (ride) assolutamente. Abbiamo suonato in vari festival europei, ma il Wacken è una cosa speciale di per sé. E' una cosa a sé, è un posto particolare e suonarci è uno degli obiettivi che una band può avere: noi ci siamo riusciti qualche anno fa.


Invece a Gennaio ripartite e vi fate mezza Europa.
Si, abbiamo questo tour per la promozione del disco. Ci facciamo tanta Germania e ad Aprile andremo a toccare tutti i paesi che non tocchiamo col primo tour come Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca. A Gennaio Parigi e Amsterdam, Colonia, Francoforte, Stoccarda, Norimberga. Fondamentalmente sarà il tour più importante dell'anno, poi una seconda lega ad aprile


Sapete già anche qualcosa per l'estate o è ancora tutto work in progress?
Esatto, è ancora tutto in lavorazione. Sicuramente suoneremo i festival estivi, e ora vedremo quali, ma l'idea è quella.


Nel comunicato stampa c'è scritto che in questo disco ci sono una serie di canzoni che possono diventare dei metal anthem. Personalmente mi sono innamorata di Under the sign of a black star, però ci sono pezzi come Silverseal che potrebbe essere tranquillamente un inno metal. Quali sono le canzoni che non vedete l'ora di suonare dal vivo?
Sicuramente Silverseal, già testata dal vivo, ha una grandissima presa sul pubblico. Altri pezzi...Divination è sicuramente un pezzo live...abbiamo già suonato solo questi due e Under the sign forse è stato il primo che abbiamo suonato ancora prima che il disco uscisse. Anche Heathen Divine è un ottimo pezzo di apertura, già testata in Sud America in queste settimane.


Li avete usati come cavie?
Per forza: non sai come possono suonare dei pezzi live, inizialmente. Magari sul disco sembrano perfetti e dal vivo non funzionano, oppure ci sono quei pezzi che vengono accolti splendidamente. Un altro pezzo da suonare dal vivo è Sic Semper Tyrannis, per esempio.


Questo è il vostro decimo disco in studio, e il vostro primo disco è diventato maggiorenne. Cominciate ad avere una storia di un certo livello
Siamo finalmente consapevoli del fatto che stiamo invecchiando (ride).
Non volevo dire quello!
Fortunatamente siamo ancora qui e continuiamo a fare come allora, nel 2001. Non ci avevamo pensato, all'inizio che questo fosse il decimo disco ma, da bravi romantici che siamo, ci abbiamo pensato. Anche l'etichetta ci ha dato supporto maggiore per questo disco, sono stati molto più presenti proprio perché è una tappa importante.


Perfetto, l'ultima è una mia curiosità personale perchè voi musicisti siete sempre costretti a rispondere alla domanda “Quali sono i tuoi dischi preferiti”?
Non è una brutta domanda, è che è difficile (ride)
Ma voi avete aggirato il problema, perché sul vostro sito avete scritto tutto.
Ah beh, è vero.
Ecco: l'avete fatto a posta per non farvelo chiedere?
In effetti potrebbe essere un deterrente (ride). Il problema è che quando ti chiedono i tuoi dischi preferiti ce ne sono almeno mille, e non saprei quale scegliere!


Ok, ultima domanda: hai qualche consiglio per chi inizia a suonare rock adesso, in periodo in cui rap e trap vanno tantissimo e sembra di essere dalla parte sbagliata della storia?
Infatti, la prima cosa è mettersi in testa di aver scelto il genere sbagliato (ride) ma siamo tutti sulla stessa barca. Mettersi nell'ottica che è difficile, bisogna lavorare duro. Si tratta di un genere per pochi ma se è quello che amano fare poi i primi risultati arrivano: i primi concerti e le prime canzoni...bisogna tenere duro.

elvenking

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