Rammstein e la epicità di un fiammifero

Rammstein e la epicità di un fiammifero

Rammstein e la epicità di un fiammifero
 
Compito assai difficile quello di scrivere la recensione del nuovo disco di un gruppo che è assente dal mercato discografico da ben dieci anni ( era il 2009 quando veniva pubblicato “Liebe ist fur alle da” ), ma soprattutto se il gruppo in questione è la band industrial metal tedesca più sopra le righe della storia, infatti vanta una carriera ventennale nella quale ha conquistato i palchi più importanti del mondo a colpi di look bondage e lanciafiamme spianati verso il pubblico in un canto di morte, violenza e sesso. Loro sono nientemeno che i Rammstein e hanno previsto la data d'uscita di questo attesissimo album per il prossimo 17 maggio sotto la etichetta discografica Universal, mentre per quanto riguarda il titolo nulla è stato ancora anticipato.
La copertina minimalista: un fiammifero su uno sfondo bianco. Sembra un'immagine semplice, ma in realtà evoca tutto un mondo che soltanto i veri fans possono cogliere. Come un iceberg galleggiante, dove circa il 90% del suo volume rimane sommerso ed è difficile immaginare le dimensioni della parte subacquea: un fiammifero che non solo allude allo spettacolo pirotecnico, ma ti dice che appartiene ad un progetto molto più grande e complesso come questo disco che tocca potenziali che finora i Rammstein non avevano raggiunto.
Deutschland, il brano che apre le danze è in tipico stile industrial, quello fondato dagli Einsturzende Neubauten e portato avanti dalla band: chitarre distorte ed il cantato tenorile di Till Lindemann. A dare maggiore epicità l'aggiunta dei cori e parti orchestrali. Non per niente è stato scelto come primo singolo, accompagnato dalla pubblicazione di un videoclip estremamente provocatorio, che ha fatto infuriare buona parte dell'opinione pubblica tedesca. Nel video, il gruppo ripercorre alcune fasi della storia del suo paese, fino al regime nazista. In particolare, nel videoclip di Deutschland è presente una scena in cui i quattro componenti della band, rappresentano degli ebrei vestiti con l'ignominioso pigiama a righe che stanno per essere impiccati. Una lacrima però che cade dalle palpebre di Lindemann poco prima di morire ci ricorda che nella storia della Germania non ci sono stati solo successi, ma anche fallimenti.
Du (du hast, du hast, du hast, du hast)
Tu (tu hai, tu hai, tu hai, tu hai)
Hast viel geweint (geweint, geweint, geweint, geweint)
Hai pianto molto (pianto, pianto, pianto, pianto)
Im Geist getrennt (getrennt, getrennt, getrennt, getrennt)
Separata nello spirito (separata, separata, separata, separata)
Im Herz vereint (vereint, vereint, vereint, vereint)
Unita nel cuore (unita, unita, unita, unita)
 
Subito dopo Deutschland arriva Radio, proseguendo il discorso del rapporto controverso della Germania con la propria identità e concentrandosi sulla realtà della propaganda e del potere dei mezzi di comunicazione. Christian Lorenz abbellisce tutto l'arrangiamento con sintetizzatori vintage che, specie nell'intro, ricordano il riff ipnotico che chiudeva la popolarissima Du Hast .
Zeig Dich ha un intro importante con i cori, come a dare più magnificenza ad un brano ben elaborato dove il muro di potenza delle chitarre di Kruspe e Landers è forte come sempre. Molto orecchiabile, anche per una come me che il tedesco non l'ha mai studiato a scuola, preferendo lingue più amabili.
Tenetevi ragazzi è il turno di Auslander, che si fa notare subito per la alta carica electro dance. Qui padroneggia il tanz metall, così catalogato da Christian "Doktor Flake" Lorenz, che ti catapulta direttamente nei primi anni '90. Un pezzo molto trash, quasi da discotecaro che ti fa partire il piede da sotto il tavolo. La voglia di saltare è tanta e con simpatica ironia Till come strofa ci propina un mi amor, mon cheriè, ciao ragazza...
Sex invece acquisisce un tono più intimo. È la voce di Lindemann che si fa seducente e quasi sussurrando ci chiede di abbandonarci alle tentazioni carnali. Il diavolo veste Lindemann mi vien da dire: “Coming with me”... I cori femminili rappresentano alla perfezione quel canto  sensuale ed ammaliatore delle Sirene, personaggi mitici che incarnano oggigiorno le donne divoratrici di uomini. Una risata perversa di Till alla fine. Magari dal titolo ci si poteva aspettare qualcosa di più trasgressivo, una nuova Pussy con riferimenti ad atti sessuali espliciti, ma la band probabilmente ha deciso seguire la strada del singolo fiammifero: accendilo tu e immagina quello che vuoi, fatti divorare dalle fiamme infernali.
Puppe ovvero bambola ha un che di sofferente. Può essere odio o amore a primo colpo. Un grido quasi disperato ci trascina agli abissi e ci da modo di ribadire che Till è in ottima forma. Un lento? È più un lamento viscerale racchiuso in quel giro di tastiera finale. Was ich Liebe invece si scopre la vera e propria ballad del disco, con la batteria molto semplice e ritmica di "Doom" Schneider. Diamant ci lascia l'acquolina in bocca per la breve durata. Prometteva bene: i cori, i violini maestosi quasi dall'atmosfera operistica, ma dopo due e minuti e mezzo ci hanno buttato fuori dal teatro e ti rimane quella insoddisfazione quando lo spettacolo viene interrotto a metà! Weit Weg con tendenze molto più pop che metal fa diventare protagonista la tastiera dance. Tattoo  è più aggressiva e i riff di chitarre diventano più distorti con ritmi più granitici e quasi ripetitivi. I fans sicuramente troveranno molta affinità con questo brano, dato il tono militaresco caratteristico dei Rammstein. Infine, Hallomann stupisce per l'assolo di basso iniziale il tutto sommato alla tastiera angosciante e tetra di Lorenz. Se in “Liebe ist fur alle da” non era stato dato il giusto riconoscimento a Oliver "Olli" Riedel, bisogna dare atto che questo album da più spazio al virtuosismo musicale dei singoli componenti. Insomma, che quest'ultima fatica discografica dei controversi amici germanici ha tutte le carte in regola per diventare un grande disco. Non bisognerebbe fermarsi ad un primo ascolto ma bensì andare oltre quello che offre l'immagine di un fiammifero. Ora bisognerebbe accenderlo e da una piccola scintilla far partire le fiamme in autentico stile Rammstein, loro con il fuoco ci sanno fare!
 
Tracklist: 
01. Deutschland (05:26)
02. Radio (04:37)
03. Zeig Dich (04:16)
04. Ausländer (03:52)
05. Sex (03:56)
06. Puppe (04:33)
07. Was Ich Liebe (04:30)
08. Diamant (02:33)
09. Weit Weg (04:19)
10. Tattoo (04:10)
11. Hallomann (04:09)
 
Formazione:
Till Lindemann - voce
Richard Kruspe - chitarra solista, cori
Paul Landers - chitarra ritmica, cori
Oliver Riedel - basso, cori
Christoph "Doom" Schneider - batteria
Christian "Doktor Flake" Lorenz - tastiera, cori
 

Articolo e foto a cura di Yamilè Barcelò

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