La SIAE chiede una tassa sull'adsl

La SIAE chiede una tassa sull'adsl

La SIAE, che oggi come oggi pare coinvolta nella confusione del mercato musicale, avrebbe richiesto un sostegno istituzionale dello Stato a favore dell'approvazione di un decreto che obblighi i provider internet che forniscono servizi di Adsl a pagare, con formula di risarcimento agli autori, una quota percentuale dei propri profitti.
Ecco quanto dichiarato: “L'Adsl consente a milioni di utenti di scaricare dalla rete, nella maggior parte dei casi evadendo il Diritto d'Autore, ogni tipo di contenuto creativo: musica, film, libri, immagini; insomma qualsiasi genere di opera dell'ingegno messa a disposizione gratuitamente da ben noti e numerosi peer to peer”.
“E' profondamente ingiusto”, dicono alla SIAE, “che i gestori di tali linee, che da questa attività commerciale traggono enormi vantaggi economici, non siano tenuti per legge a versare, a puro titolo di risarcimento, una parte dei loro proventi agli autori per i diritti evasi. Anche perché in mancanza dei contenuti assisteremmo alla drastica riduzione dell'utilizzazione di tali linee”.
tratto dal comunicato SIAE pubblicato su "ZioMusic"
Già paghiamo un'assurda tassa di compensazione a carico di chiunque acquisti nastri, cd o dvd vergini, che ha finito per incentivare il mercato nero.
Oggi invece, per sopperire al declino di vendite dei supporti fisici, la SIAE vorrebbe tassare il libero scambio su internet.
Ora, di sicuro non è moralmente corretto scaricare illegalmente musica e video protetti da diritto d'autore, perchè di fatto si finisce, con la scusa dell'alto costo dei supporti, per vanificare l'impegno di chi cerca di fare della musica e del cinema una professione per vivere e non un hobby, ma tassare a priori un utente semplicemente perchè utilizza l'adsl, indipendentemente dall'utilizzo che ne fa, è follia pura.
Tra l'altro, se la SIAE traesse profitto dal download illegale, che verrebbe idealmente legittimato, la Società che dovrebbe tutelare gli autori e gli editori non avrebbe più interesse a combattere la pirateria via internet.
E poi, come verrebbero distribuiti i diritti d'autore? Su quali basi, non essendovi traccia di quello che viene scaricato e in quali quantità?
Non sarebbe molto più facile incentivare la diffusione della musica acquistabile legalmente (via internet o su supporto fisico) abbassandone i prezzi, invece di rassegnarsi alla pirateria cercando di incamerare ugualmente soldi?
Fonte:

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