Nightguide intervista Valeria Caucino

uscito da poco in radio il nuovo singolo di Valeria Caucino, “The beating of life” estratto dall'album "At the break of dawn”, il primo album solista in cui l'artista si propone esclusivamente con brani d'autore inediti con un fascino particolare ed atmosfere inusuali per aprire nuovi orizzonti sul filo della musica.
 
Nightguide ha intervistato la cantante per voi.
 
 
Ciao Valeria, quali emozioni ti hanno ispirata per il tuo primo disco solista, "AT THE BREAK OF DAWN”?
Ciao! Sebbene non tutti i brani del disco sono stati scritti da me, ho comunque potuto metterci del mio curandone l'arrangiamento. Ho cercato di trasferire nella musica sensazioni di benessere e pace, a volte malinconia, ma sempre evitando la cupezza e la negatività. Nei testi si ritrovano più volte emozioni legate al coraggio e alla volontà di vivere, per andare oltre le difficoltà e prove che la vita ci mette davanti. Direi che questo è stato il leitmotiv che realmente ha rappresentato il mio stato d'animo durante i mesi di lavorazione dell'album.
 
C'è uno spirito battagliero in “The Beating of life”: quanto è importante a tuo parere essere determinati nella vita e nella carriera musicale?
La determinazione è fondamentale in ogni campo e confesso di aver pagato sulla mia pelle le conseguenze di non essere stata sufficientemente risoluta e decisa in più di una occasione. La carriera musicale non fa eccezione a questa regola e, soprattutto oggi, dove l'accesso all'istruzione musicale è alla portata di chiunque e quindi la competizione è maggiore, solo i più convinti hanno la possibilità di emergere e resistere nel tempo, dimostrando il loro talento.
 
I tuoi brani preferiti del disco, cui ti senti più legata?
Il mio preferito è Over the pain, perchè in esso ho potuto esprimere la mia creatività a briglie sciolte, ottenendo esattamente l'effetto e l'atmosfera sperati. L'altro brano è You're the one, per le sonorità country e la dolcezza melodica.
 
Risenti di influenze particolari nella composizione?
Credo di riflettere nei miei brani il bagaglio musicale che mi ha accompagnato negli anni sin dall'adolescenza fino ad oggi: il folk del nord America, la west coast, il folk inglese, la musica irlandese, la new age.
 
Cosa hai ascoltato durante le registrazioni?
Non ho ascoltato musica altrui, per non farmi condizionare o rischiare di imitare qualcun altro. Man mano che registravo riascoltavo fin quasi alla noia ogni brano per abituarmi ai suoni e per scovare eventuali pecche da migliorare.
 
Ti accompagni di solito con chitarra e bodhràn: come si è insinuata in te la passione per lo stile celtico?
E' una passione nata verso la fine degli anni '90, sull'onda dell'irish revival che ci fu in Italia in quel periodo, grazie ad amici che mi introdussero in quel mondo per me fino ad allora sconosciuto. Le timbriche delle cantanti scozzesi e irlandesi si avvicinano alla mia espressività vocale non tipicamente italiana e sono diventate il modello artistico a cui in parte mi sono ispirata.
 
Ad oggi quanto è importante essere sé stessi, avere un'identità precisa, per affermarsi nel mondo musicale?
Direi che è fondamentale, come accennavo sopra, vista la quantità di persone che si improvvisa cantante o viene lanciata sul mercato musicale sebbene priva di spessore artistico e personalità. Ritengo che per affermarsi in modo duraturo guadagnandosi la propria nicchia di pubblico sia richiesto un forte carattere, originalità e unicità espressive, idee nuove e fresche, ma che rappresentino davvero sé stessi, al di là delle tendenze e delle mode temporanee. Secondo me scrivere canzoni solo seguendo i gusti del pubblico o costruirsi un personaggio “che piaccia”, alla fine non paga.
 
Venerdì 4 novembre 2016 ore 21.00 hai suonato nell'ambito ''Anniversari di guerra, speranze di pace'': da dove giunge la tua partecipazione e come ti senti a riguardo?
Questo è un format che, insieme agli stessi attori del progetto, avevamo già rappresentato due anni fa. Poiché aveva risosso un buon successo, quest'anno abbiamo voluto riproporlo all'interno del vasto calendario di manifestazioni curate da un'associazione culturale molto attiva in territorio biellese. E' stato molto toccante per me approfondire la storia per documentarmi nella ricerca e una bella sfida reinterpretare i canti popolari legati a quei tragici eventi, rileggendoli in una chiave musicale personalizzata sulle mie corde.
 
Parlaci dei tuoi progetti futuri.
Sto lavorando a un nuovo disco solista, che conterrà brani scritti da musicisti con cui collaboro da anni. Ancora una volta, in primo piano ci saranno la voce e la chitarra acustica, caratteristiche associate alla mia immagine live e che contraddistinguono anche tutti i miei dischi precedenti. Inoltre sto scrivendo uno spettacolo biografico sulla figura di Joan Baez, con letture, diapositive e canzoni e ho già ricevuto delle richieste per portarlo in scena nei prossimi mesi. 
 

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